In occasione della sesta edizione di EDIT Napoli – fiera del design editoriale e d’autore in scena dall’11 al 13 ottobre all’Archivio di Stato di Napoli – tra le esposizioni del programma EDIT CULT si colloca lo speciale allestimento del Simon Boccanegra per il Teatro di San Carlo curato da Domitilla Dardi, frutto della collaborazione tra Alcantara e Kengo Kuma.
L’opera di Giuseppe Verdi è stata studiata dal grande architetto Kengo Kuma nelle sue componenti argomentative e visive. La storia di cappa e spada ambientata a Genova ha trovato un suo riflesso nel tempio della lirica di Napoli, sottolineando il legame tra le due città marittime, entrambe fortemente connotate dall’essere crocevia culturali. Al tempo stesso l’analogia con la storia personale dell’architetto nipponico trova una connessione con Napoli attraverso un paesaggio profondamente inciso dalla presenza vulcanica, dal legame con una natura terrigna e liquida sotto il segno del fuoco.
“Shiwa Shiwa” è il titolo scelto da Kuma, che significa piega-solco e indica un concetto giapponese riferito all’andamento curvilineo della natura, alla sua inafferrabilità, al suo essere mobile, sguisciante, in perenne trasformazione.
A identificare questa idea è una superficie di Alcantara traforata, di circa settecento metri quadrati, che si avviluppa sul palcoscenico del teatro, abitandolo come protagonista assoluta, in dialogo con le voci del coro e con l’orchestra.
La scena fissa non ha però nulla di statico: le onde materiche volteggiano nell’aria e soprattutto sono potentemente animate dalla regia luminosa a cura di Filippo Cannata. Questa segue cromaticamente l’intensità della musica, creando una vera sinestesia visivo-sonora nello spettatore.
Il punto di bianco prescelto e i trafori del materiale enfatizzano un effetto di luce vibratile, che cambia completamente a seconda delle intensità e delle angolazioni, unendo i valori della penombra – e qui il pensiero va al fondamentale saggio di Tanizaki, “Libro d’ombra” – sino alla luce più pura e cristallina. Si ottiene così da un lato quell’idea di morbidezza e impalpabilità che si ispira al Cristo Velato della Cappella Sansevero.
Nella visione di Kengo Kuma l’onda di Alcantara, con le sue mutevoli volute in costante movimento, diviene l’emblema dell’azione dell’opera lirica e una vera e propria opera d’arte totalizzante, all’interno della quale lo spettatore viene calamitato.
Grazie a questa partnership, Alcantara impreziosisce gli arredi del Teatro di San Carlo con il materiale che, nell’iconica nuance del rosso teatrale, veste alcune sedie dei palchi e della balconata della storica sala del Lirico napoletano.