“ Un errore madornale non pianificare una indipendenza dell’Europa e di conseguenza dell’Italia, dai dazi minacciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump”. Questa l’immediata reazione di Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, l’ associazione che raggruppa i costruttori italiani dell’automobile.
– Come l’Europa e l’Italia reagiranno?
“ L’Europa è un mercato composto da oltre 500 milioni di persone, maggiore di quello americano che ne conta poco più di 340 milioni, dunque può far sentire la sua voce con autorità, operando come un unico ecosistema, ossia con la massima unione .”
– Quali decisioni possono essere prese?
“Servono fatti concreti considerando anche il settore dei ricambi Usa che vale 100 miliardi di dollari all’anno, di conseguenza anche quello della componentistica italiana può essere penalizzato duramente e indirettamente. Nei primi undici mesi del 2024, la filiera del nostro paese ha inviato verso gli Stati Uniti più un 1.5 miliardi di euro,”.
-Noi forniamo anche le case straniere?
“ Certo, i costruttori premium tedeschi, come Bmw e Mercedes, esportano in America ma acquistano molta parte della nostra tecnologia, di conseguenza la nostra catena produttiva verrebbe danneggiata”.
– Che ripercussioni ci potranno essere per Ferrari e Lamborghini?
“ Per Ferrari gli Usa rappresentano il primo paese di esportazione, così come per Lamborghini che vende più di un terzo della sua produzione. si attendono dall’Unione Europea risposte rapide, senza farsi influenzare dalle esigenze dei singoli Governi”.
– Quale la regione che può essere più sfavorita?
– La nostra regione maggiormente colpita, se dovessero essere messe in atto le minacce annunciate, è la Sardegna che domina l’export dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio .L’Europa sta già affrontando una domanda di veicoli sempre più stagnante, deve combattere contro i concorrenti cinesi e i costanti aumenti dell’energia. Lo ha spiegato molto bene Mario Draghi nel suo rapporto in cui giudica indispensabile varare una nuova strategia industriale per l’Europa dove la crescita della produttività e l’inclusione sociale vadano di pari in passo”.
– Al tavolo auto motive di pochi giorni fa che cosa avete stabilito?
“ Abbiamo ribadito la nostra posizioni sulle azioni che devono continuare per dare consistenza e supporto a tutto il settore dell’auto. Abbiamo chiesto anche una nuova regolamentazione per i veicoli, sia leggeri che pesanti, in una chiave di neutralità ingegneristica. Logicamente serve uno stanziamento di fondi a livello nazionale, e una previsione di credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo.”
-L’Anfia che appoggio darà?
“Lavoreremo con le istituzioni con costanza, per difendere e accrescere il settore auto motive italiano”.