Auto

Mar 25 …E’ IL BRAND PIU’ ITALIANO…

di Bianca Carretto

Gli investimenti  sono fondamentali  per la competitività  delle aziende e  per la crescita economica del Paese in cui operano.  Inutili i proclami  lanciati da John Elkann nella sua audizione in Senato,  a cui ha risposto anche il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri che ha chiesto di “  quantificare la capitalizzazione in Italia, dando garanzie rispetto agli stabilimenti e all’occupazione, la produzione di Stellantis attualmente è ai minimi storici, dopo gli annunci devono seguire i fatti”.  Prendendo esempio da altri costruttori, che anticipano, con largo preavviso, i loro piani industriali,  come Renault  che si  è portata avanti. Il 1 febbraio ha esposto la riforma, anche meccanica, che riguarderà i veicoli che verranno presentati  tra il 2028 e il 2032,  con l’ambizione di aggiungere elementi di differenzazione dai concorrenti. Luca de Meo, ceo del gruppo Renault ( con i marchi Renault, Dacia, Alpine), ha spiegato i dettagli di questo passaggio:” Abbiamo completato la precedente strategia Renaulution tre anni prima, registrando, nel 2024,  un margine operativo del 7,6% , mai raggiunto nella nostra storia e oggi apriamo un nuovo ciclo”. Un obiettivo promesso  già quattro anni fa, al momento del suo arrivo  a capo del costruttore della Losanga,  apparso, allora, quasi irraggiungibile quando il mondo era coinvolto nella crisi  provocata dal Covid, a cui è seguita la carenza di componenti e la guerra in Ucraina. Anzi, questi sono stati gli stimoli  che  hanno permesso di ribaltare la situazione :” A quel tempo il nostro gruppo perdeva 40 milioni di euro al giorno, ora siamo tra i costruttori  più redditizi a livello globale”. Il piano comprende  l’impiego dei capitali  necessari  per procedere all’innovazione, cercando valore  in settori adiacenti  all’automobile, come  quello energetico e dei software. Il manager  ha ricordato ciò che è stato  già fatto proprio in Italia, dove : “ esiste l’identificazione delle stazioni di ricarica rapida  che consentono, in autostrada, di percorrere la tratta Milano/Napoli, senza fermate. Soluzioni che hanno contribuito a migliorare il fatturato aumentato del 7,4%, arrivato a 56,2 miliardi di euro, sono le basi create per i prossimi 20 anni”. Renault sta affrontando anche il passaggio dal termico all’elettrico che consente  di adottare motori più piccoli, non necessariamente  da alloggiare nel cofano. L’assenza di un propulsore centrale  libera lo spazio all’interno del veicolo e avvicina maggiormente le ruote ai quattro angoli dell’auto, un potenziale che porterà non solo  alla produzione di mini vetture, anche sportive, ma consentirà di applicare l‘identica tecnologia  nei  modelli a zero emissioni. Renault, nella futura R5 Turbo, monterà due motori  alloggiati nelle ruote, il progetto  verrà lanciato alla fine dell’anno,  con il prossimo piano industriale Futurama. Anche il gruppo coreano Hyundai-Kia, come l’americana General Motors e  una start-up finlandese Donut Lab  stanno occupandosi  di questa chiave ingegneristica. Studi che  hanno bisogno ancora di un periodo per essere completamente elaborati,  i problemi da risolvere rimangono molteplici,  a partire dalle ruote più pesanti  che possono condizionare una buona tenuta di strada. 

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