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Mar 24 GALLERIA CRACCO: FANTASY DI GAIA ALARI

Un corpo bianco e fluido si estende lentamente sulla superficie di un foglio, spingendosi in lontananza e tornando ad avvicinarsi, dando l’illusione di una vasta profondità. Un semplice tratto nero su fondo bianco che cattura lo sguardo di chi osserva e non lo lascia più: è Fantasy di Gaia Alari, una delle tre video animazioni protagoniste della settima edizione di Galleria Cracco, il progetto di arte pubblica che dal 1° aprile al 1° maggio 2025 abita gli spazi delle lunette del Ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. 

Progetto nato con l’obiettivo di portare l’arte nel cuore della città, Galleria Cracco nasce nel 2018 da un’idea dello chef Carlo Cracco con l’agenzia di comunicazione Paridevitale e la curatela di Sky Arte; dopo aver portato nelle lunette del ristorante le opere di Valerio Berruti, Goldschmied&Chiari, Masbedo, Giovanni Ozzola, Marinella Senatore Patrick Tuttofuoco, grazie alla visione di Umberta Gnutti BerettaCarlo Cracco e Rosa Fanti, e Paride Vitale, le lunette tornano ad illuminarsi, dopo un anno di pausa, con l’allestimento delle opere video dell’artista, a cura di Annalisa Inzana e Chiara Pozzi.

Fino al 1° maggio 2025 nelle tre finestre che si affacciano su Galleria Vittorio Emanuele II, Gaia Alari presenta tre diverse video animazioni che verranno proiettate in loop per un meseFantasy, che dà il titolo all’intera mostra, è un’animazione tradizionale disegnata su cartafotogramma per fotogramma, realizzata nel 2024 per il gruppo musicale Lunar Vacation; è un’opera che racconta lo spazio e il tempo attraverso i movimenti di un corpo sulla superficie limitata di un foglio. La fatica del fluire sinuoso di questa figura che si allontana e avvicina dando l’illusione di una profondità infinita, si contrappone alla velocità incorporea di case, fiori, animali che, come in un sogno, nascono, si trasformano e muoiono con lei.

La seconda animazione si intitola The Space Between ed è stata realizzata nel 2024 per il concerto del gruppo indie inglesePorridge Radio al Centre Pompidou di Parigi. Disegnato su carta fotogramma su fotogramma, il video è l’esplorazione di un movimento simile a quello delle onde, in cui una figura femminile identificata simbolicamente da una rondine, procede in un labirinto di forme mutando essa stessa. Un lavoro che esprime la sensazione del percorso continuo e circolare di un pensiero intrusivo, in cui ogni immagine ne genera un’altra, scomponendosi e ricomponendosi all’infinito. 

L’ultima opera esposta è Senza Titolo, un inedito realizzato appositamente per questa occasione, in cui figure di donne e sirene volanti, in una danza circolare infinita, costruiscono una riflessione sugli archetipi e i linguaggi in codice, sul modo in cui, sin da bambini, leghiamo emozioni astratte alle immagini.

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