“ Oggi la sfida non è adattarsi, ma anticipare. Non è aspettare, ma agire. Non è inseguire il futuro, ma plasmarlo.” Queste le parole che Alfredo Altavilla, Byd, Europe special Advisor, dirà oggi alla platea dei rappresentanti dell’Anfia che delineano tutta la componentistica dell’auto dove sono quantificate oltre 2mila imprese ( presenti all’incontro 380 aziende, per un totale di 500 persone), determinanti per affrontare la futura transizione elettrica. Il colosso cinese Byd da una grossa mano agli imprenditori italiani che, dopo l’uscita dal nostro Paese di Stellantis, si trovavano praticamente costretti a chiude i loro stabilimenti. E’ sempre Altavilla che cerca di spronarli, ricordando che “ abbiamo superato ostacoli e affrontato momenti di incertezza, con lo spirito di chi sa trasformare le difficoltà in opportunità, mettendo sempre al centro il saper fare italiano. E’ stato lui, in prima persona, ad aver suggerito alla leaderschip di Byd di incontrare, prima di prendere qualsiasi decisione, la nostra filiera, la più rilevante e competitiva d’Europa. “ La qualità, l’innovazione e la flessibilità che contraddistinguono da sempre la nostra componentistica hanno una importante occasione – ho dichiarato Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia. Byd è un’azienda verticalizzata , il 70% dei modelli è prodotto in casa, ma il successo globale non si costruisce più da soli. Per questo servono fornitori competenti, affidabili, identificati proprio lungo lo Stivale, l’inizio di una nuova era per il settore della mobilità sostenibile. Un’ascesa rapida, solo nel 2020 Byd vendeva non più di 500mila automobili nel mondo, nel 2024 ne sono stati consegnate 4,25 milioni, una crescita del 41% rispetto all’anno precedente, di cui il 60% ibride plug-in. Byd si trova così al terzo posto nella classifica dei marchi automobilistici, sempre a livello globale, e sesta tra i gruppi, dopo aver investito negli ultimi mesi ulteriori 4,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo. Per questo è stato avviato un acceleramento della crescita, ampliando la fabbrica in Thailandia, iniziando la produzione in Uzbekistan e, fra poco verrà terminato il sito in Brasile, per la fine del 2025, sarà operativo il primo stabilimento nell’Unione Europea, in Ungheria. Byd può oggi essere considerato il brand di Shenzen più affiancato all’Europa e, dopo l’accordo con l’Anfia, all’Italia. Il proposito di vendere nel Continente le vetture prodotte nella Regione, è utile per scalzare l’introduzione dei dazi sulle vetture importate dalla Cina che condiziona la libertà di scelta dei consumatori. L’imput é fermo, Byd è arrivata in Europa per restare e gli italiani che entrano a far parte della catena dei fornitori sono protagonisti di questa offensiva, assicura l’ottimizzazione delle emergenze, un maggiore controllo della qualità e un valido sostegno all’economia locale. Un grande stimolo dunque anche per la dignità di tutti i dipendenti che cooperano ad un fine comune, a differenza di quanto è avvenuto a Pomigliano, nell’impianto di Stellantis, dove si è sfiorato il ridicolo. Per la visita di Jean-Philippe Imparato, Chiel Operating Officer per l’Europa, i pochi salariati rimasti, sono stati sollecitati dall’azienda ad indossare la divisa di lavoro, una richiesta molto strana poiché il vestiario non viene distribuito da anni.